soffitto decorato con stucchi in gesso, come a casa tua …

soffitto decorato

Soffitto decorato con stucchi in gesso

Un soffitto con delle cornici in gesso: il bello rimane bello, negli anni. Questa è una caratteristica del gesso: indistruttibile, tinteggiatile, traspirante.  Vuoi fare da te? allora è anche divertente, basta un po’ di collante a base stucco, e un po’ di idropittura a lavori ultimati.

Va bene, facciamo un po’ d’ordine. Se vuoi decorare la tua casa con delle cornici ci sono delle cose da evitare: la prima cosa da non fare è correre in un centro commerciale e ascoltare il commesso dire la fatidica frase “ma una cornice in polistirolo è uguale ad una cornice in gesso”. Molte volte si tratta solo di poca competenza: il polistirolo è sostanzialmente plastica, vogliamo appendere della plastica alle pareti perché tanto sembra uguale… alcuni lo fanno.

La seconda cosa da evitare è pensare che pensare che sia difficile. Liberiamo la creatività, divertiamoci. Minimalista, allora linee dritte e curve, classico, allora qualche decoro in più. Senza essere estremisti, cercando il proprio stile, perché la casa deve rappresentare chi la vive. Insomma dobbiamo sentirci a casa nostra e in questo un catalogo quasi infinito di possibilità decorative ci aiutano.

La terza cosa da evitare è pensare che costi molto. Le cornici in gesso hanno dei prezzi incredibilmente bassi. Molto più bassi delle varie cornici in polistirolo, poliuretano, poli… qualcosa. Con tre euro al metro possiamo trovare già delle splendide cornici decorative e divertirci nella decorazione.

Un consiglio: non è facile essere unici, ma è conveniente. Buona decorazione a tutti.

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Illuminare con i led? Ora è possibile anche con le cornici in gesso.

cornici illuminazione led per interniI sistemi a luce indiretta a led sono una delle ultime applicazioni di una tecnologia che permette un enorme risparmio in termini di consumi elettrici e durata nel tempo. Scegliere di illuminare la propria casa con i led significa infatti sfruttare le caratteristiche di questo prodotto che grazie alla sua versatilità è in grado di illuminare ogni punto della stanza, utilizzando una vasta gamma di colori, garantendo una luce diffusa o indiretta perfettamente uniforme.

Le cornici per illuminazione a led sono generalmente costituite, dalla cornice – decoro in gesso, che ospita al suo interno una fascia a led (conosciuta anche come strip led). La cornice posta in alto in prossimità del soffitto nasconde quindi al suo interno la fascia a led che illumina il perimetro della stanza nei colori scelti per la realizzazione.

Solitamente le strisce a led presentano un led ogni cinque centimetri, sono quindi circa sessanta i led presenti per ogni metro di striscia; la striscia è fornita di un nastro adesivo nella paste posteriore che la rende adatta al posizionamento su qualsiasi tipo di supporto.  Una grande versatilità è data anche dal fatto che le strisce a led possono seguire praticamente qualsiasi perimetro e forma: la capacità di compiere curve fino al raggio di un centimetro permette infatti il posizionamento agevole su qualsiasi superficie.

Solitamente un sistema di illuminazione a luce indiretta si affianca, all’interno di una stanza, ad alcuni punti luce diretti (in corrispondenza di specifiche necessità) alternando quindi una luce d’insieme a una luce focalizzata a seconda di esigenze come ad esempio in corrispondenza di un tavolo o di un‘area lettura.

La scelta di una cornice in gesso per illuminazione con led permette inoltre un grande risparmio economico: il costo delle cornici è molto contenuto (circa 8,9 euro oltre iva) se paragonato a qualsiasi altro sistema di illuminazione. E’ garantita inoltre una durata praticamente illimitata anche grazie al fatto che le cornici in gesso sono nuovamente tinteggiabili a distanza di anni con semplici idropitture. Il gesso, minerale ignifugo, garantisce la massima qualità, resistenza e durata nel tempo.

Semplice, pratico ed economico.

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Ristrutturare la cucina: tutto quello che c’è da sapere

cucina componibileLa cucina è senza dubbio uno degli ambienti più importanti della casa: dev’essere funzionale perché è al suo interno che si cucina e ci si muove in modo frenetico, ma dev’essere anche bella da guardare e da vivere, perché una casa con una cucina fuori moda o trascurata perde senza dubbio del valore. Per questo motivo, se è vostra intenzione ristrutturarla per ottimizzarne lo spazio, o semplicemente perché volete cambiare colore o sostituire mobili o elettrodomestici, vi occorrerà necessariamente una guida. Vediamo insieme qualche trucco per ristrutturare la cucina.

Il primo passo è la programmazione

La prima cosa da fare è sedersi a tavolino, darsi un’occhiata a 360 gradi e capire bene cosa si vuole cambiare e cosa si vuole mantenere: potrebbe sembrare facile, ma non lo è per niente. Il consiglio, se desiderate spostare mobili ed elettrodomestici, o se volete magari creare un’isola al centro (se lo spazio ve lo permette) è munirvi di carta e matita e cominciare a disegnare uno schizzo del progetto. Quando avrete finito, potrete cominciare a preoccuparvi delle spese.

Definire un budget e rispettarlo

La seconda cosa che dovrete fare sarà stabilire un budget e cercare di rispettarlo il più possibile. Se siete degli amanti del fai da te potrete senza dubbio risparmiare acquistando mobili componibili ed evitando quelli fatti su misura, mentre se i cambiamenti che avete in mente sono più complessi, dovrete richiedere più preventivi di ristrutturazione e scegliere quello più conveniente. Dato che questa operazione può richiedere cifre importanti, il consiglio è di informarvi su Internet sulle offerte dei prestiti, visitando i portali che comparano le offerte dove potrete trovare informazioni sui prestiti senza garanzie, e richiedere gratuitamente il vostro preventivo.

Gli armadi e gli elettrodomestici a scomparsa

Quando progettate la cucina, pensate sempre che l’ottimizzazione degli spazi è una pratica fondamentale, soprattutto se avete poco spazio a disposizione: in questo senso, sarà obbligatorio che installiate armadi e ripiani possibilmente senza spigoli, così da evitare urti e incidenti, e che siano dotati di cassetti e sportelli a scomparsa, così da non privare la cucina di spazio quando aperti. Lo stesso dicasi per gli elettrodomestici, che dovrete collocare all’interno dei cassetti estraibili e vicini alle prese di corrente.

Lavello, paraspruzzi e pavimento

Per arredare una cucina con gusto, senza per questo spendere un patrimonio, potrete utilizzare alcune tecniche molto efficaci. Nello specifico: un lavello ampio ma non su misura, un paraspruzzi in finto marmo e un pavimento ricoperto con un linoleum alla moda ma decisamente meno costoso del parquet.

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Gesso vs. Polistirolo, una scelta consapevole per le ristrutturazioni

Cornice illuminazione per luce diffusa

Stucchi in gesso vs. polistirolo: cornici illuminazione diffusa

Al telefono: ”buongiorno vendete stucchi in polistirolo?” risposta “No” dall’altra parte “Io a casa mia ho messo degli stucchi in polistirolo perché tanto sono uguali agli altri, una volta installati la differenza non si vede, magari sulle stuccature solo che non sono belle, comunque è uguale”.

Se volete decorare la vostra casa con degli stucchi decorativi , prima di farlo forse è meglio scoprire le differenze tra gesso e … polistirolo (plastica?).

Si plastica, perché in fondo il polistirolo, nelle sue varianti, appartiene a quella famiglia e mai un architetto del 600 italiano (credo anche avendolo a disposizione) si sarebbe sognato di utilizzare un prodotto in plastica per decorare un ambiente. Per carità, ognuno è libero di scegliere la propria strada, le scorciatoie ci sono sempre, ma vale la pena?

E’ questa la domanda che molto spesso ci facciamo. Vale la pena sostituire un prodotto ecocompatibile, ignifugo, salubre, traspirante, indistruttibile, ritinteggiabile e di grande qualità con un prodotto di … plastica (polistirolo)?

Decorare è un piacere, il piacere di chi alla fine di una ristrutturazione riesce a realizzare il design sognato in ambienti che probabilmente vivrà tutti i giorni. Per questo riteniamo essenziale che la qualità di un progetto sia garantita anche da prodotti di estrema qualità.

Proviamo ad immaginare: un prodotto ecocompatibile?

Il gesso grazie alle sue caratteristiche è un minerale largamente utilizzato nella bioedilizia anche per pannelli (cartongesso), intonaci, rasature. Il polistirolo e il poliuretano, no.

Un prodotto ignifugo?

Il gesso è un’ottima barriera al fuoco in quanto, se esposto, si disidrata senza bruciare. Il polistirolo, no.

Un prodotto traspirante?

La capacità di portare all’esterno le molecole di acqua permette al gesso di garantire la massima efficacia nella lotta alle muffe. Il polistirolo … no.

Un prodotto indistruttibile e di qualità?

Molte decorazioni di epoca romana sono ancora oggi intatte. Quindi se installi un prodotto in gesso puoi essere sicuro della suo durata. Il polistirolo, per esempio tende a diventare giallo e quindi no.

Un prodotto economico?

Diremmo il gesso. Ma fai pure un giro on line e confronta i prezzi, ti stupirai! 🙂

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Lo Stucco Veneziano di Antonio Liso

Stucco Veneziano

Stucco Veneziano

La decorazione a stucco nasce al tempo della Repubblica di Venezia. La tecnica prevedeva la sovrapposizione di almeno sei strati di stucco ottenendo al termine, una parete liscia su cui poi posizionare cornici e decorazioni in gesso. La tecnica arrivata ai nostri giorni con il nome di “stucco veneziano” viene utilizzata ancora oggi grazie a maestri artigiani come Antonio Liso.

Lo stucco veneziano moderno che Antonio propone prevede tre passaggi di finitura per una lavorazione che dura circa 36 ore. Il prodotto utilizzato viene steso e carteggiato una volta asciutto; il procedimento viene ripetuto tre volte ottenendo una superficie liscia a specchio, grazie alla stesura di una cera, sintetica o naturale, che andrà lucidata manualmente con un panno.

Lo stucco veneziano moderno esalta il valore e la bellezza degli ambienti domestici perché permette di ottenere pareti lisce e brillanti, che riflettono e potenziano la luminosità propria degli ambienti. E’ adatto sia ad ambienti classici che moderni grazie alle infinite finiture che si possono realizzare: dal bianco opaco al grigio minimalista, con finiture rasate, lucide o a spatola. Appartamenti classici, ville private, studi professionali, negozi, edifici d’epoca, chiese, teatri, musei, ristoranti, hotel: il risultato artistico è garantito nel tempo. In questo caso i colori sono praticamente infiniti: basta scegliere con creatività e fantasia: dai colori pastello, alle tinte delle terre naturali e mediterranee, alle nuances del sole, del mare, passando le tonalità che rievocano le atmosfere urbane delle grandi metropoli. Basta scegliere.

E nella scelta ci permettiamo di consigliare un professionista della decorazione: Antonio Liso, Maestro Internazionale della decorazione.

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Ristrutturazione della casa: quali sono le priorità?

 

RistrutturareQuando si decide di ristrutturare la propria abitazione è necessario procedere per gradi, in particolare se ci si trova a fare i conti con un budget limitato. In questo caso, è necessario individuare delle priorità, sapendo anche che i lavori di ristrutturazione più importanti, in genere, sono quelli che riguardano cucina, bagno e infissi; questa tipologia di lavori, infatti, sono soggetti a standard e regolamentazioni più strette da rispettare per poter ottenere il certificato di agibilità.

Il 28% degli, infatti, mette al primo posto il bagno fra gli ambienti che si intendono rinnovare, seguito dalla cucina al 24% e dalla sostituzione di porte e finestre al terzo (20%); le modifiche a queste ultime verrebbero effettuate soprattutto per migliorare l’efficienza a livello energetico dell’abitazione. Tetti e pavimenti, invece, vengono presi in considerazione da ben pochi: soltanto il 5%, infatti, ristrutturerebbe i primi e l’8% si occuperebbe dei secondi. Molta più attenzione verrebbe dedicata ad un nuovo impianto di riscaldamento, desiderato dal 31% dei nostri connazionali, seguito dal rifacimento degli interni (27%) e dalla facciata (24%).

I miglioramenti, analizzando le statistiche, non riguardano solamente la componente estetica, ma guardano anche alla funzionalità degli edifici e questa è una conseguenza diretta del fatto che nel Bel Paese più della metà degli immobili è stata costruita oltre quarant’anni fa. In fatto di immobili in vendita che necessitano di ristrutturazioni, al primo posto troviamo Napoli dove bisognerebbe intervenire su quasi il 20% degli immobili; al secondo posto Roma, dove gli edifici in vendita bisognosi di ristrutturazione sono il 15%, e in terza posizione Milano (13%). Fuori da questo podio troviamo Torino, con una percentuale dimezzata rispetto a Napoli (11,5%). In gran parte di questi immobili gli interventi da svolgere riguardano la riqualificazione energetica (fonte casa.it.

Bisogna poi tenere in considerazione il fatto che a volte i lavori di ristrutturazione sono indispensabili in termini di sicurezza e, pur non avendo a disposizione risorse economiche sufficienti, vanno effettuati ugualmente. In un caso come questo, è necessario fare attenzione a tutte le spese e valutare le soluzioni possibili. Si può decidere di effettuare le modifiche gradualmente per non affrontare una grossa spesa tutta insieme, e in casi estremi si può considerare la richiesta prestito per poter intervenire sulla casa in modo da non pregiudicare la sicurezza e l’incolumità di chi la abita. Il web offre la possibilità di richiedere un preventivo online per un prestito personale, così da poter valutare la spesa da effettuare per le ristrutturazioni di cui l’abitazione necessita.

Prima di procedere ad una ristrutturazione, ci sono varie analisi da fare: dopo aver stabilito il budget a disposizione e studiato per bene le opere da realizzare, è necessario individuare quali sono gli interventi che si possono detrarre attraverso i diversi bonus a disposizione (in particolare Bonus Mobili, Bonus Casa e EcoBonus). Allo stesso modo vanno valutati con attenzione possibili interventi in termini di risparmio energetico, che possono rivelarsi molto utili per alleggerire le bollette future. Una volta stabilita la tipologia di ristrutturazione, vanno definiti i percorsi a livello burocratico, come ad esempio le analisi statiche o le pratiche al Comune.

Quando si decide di procedere alla ristrutturazione, è inoltre importante affidarsi ad un tecnico abilitato; infine, prima di cominciare, bisogna occuparsi dell’aspetto amministrativo, ovvero comunicare gli interventi che verranno attuati all’ufficio tecnico del Comune nel quale è situata la casa, il quale provvederà ad effettuare le verifiche necessarie ed esprimerà il proprio parere circa la fattibilità o meno degli interventi che si intende realizzare. In alcuni casi saranno necessarie delle varianti al progetto iniziale per poter ottenere il nullaosta da parte del Comune.

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È obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto?

certificazione energetica

Dal 2014 un contratto d’affitto senza la dichiarazione dell’avvenuta consegna all inquilino dell’APE non è più annullabile. La legge in materia è cambiata molto ed ora non sempre è obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto

Ormai si sa, nell’ambito della compravendita o affitto di immobili le leggi cambiano spesso e un contratto che era valido l’anno prima potrebbe aver bisogno di essere modificato l’anno dopo. Oggi è obbligatorio allegare l’APE al contratto di affitto o no? Le normative in tema di certificazione energetica non si curavano molto dei contratti d’affitto fino al 2012, il 2013 ha invece portato con sè diverse novità. La locazione si è trovata d’improvviso a dover fare anch’essa i conti con la certificazione energetica, con esiti non sempre positivi.

Secondo alcuni questa maggiore burocratizzazione dei contratti di locazione ha appesantito un po le trattative che sono solite essere molto più rapide di quelle di compravendita immobiliare. Ecco che si è deciso di permettere una sorta di eccezione che alleggerisce l’obbligo di allegare l’APE per gli affitti.

Quando scatta obbligo dell’Ape?

Oggi l’APE non è in realtà obbligatorio per i contratti di locazione e affitto di singole unità immobiliari. Basterà inserire una clausola nel contratto in cui l’affittuario dichiara di aver ricevuto la documentazione relativa alla certificazione energetica dell’edificio.

Da notare poi che la sanzione di nullità sancita dalla Legge 90 del 3 agosto 2013 per i contratti senza l’APE (Attestato di prestazione energetica) allegato o privi di clausola di dichiarazione di consegna dell’APE oggi non sussiste più. Infatti dopo entrata in vigore del D.L. “Destinazione Italia”, non è più dichiarabile come nullo il contratto di affitto privo di clausola di dichiarazione di consegna dell’Attestato di Prestazione Energetica all’inquilino e delle informazioni sulla prestazione energetica dell’immobile.

Salta ovviamente anche l’obbligo di allegare l’APE al contratto di locazione in sede di

È obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto?

Dal 2014 un contratto d’affitto senza la dichiarazione dell’avvenuta consegna all inquilino dell’APE non è più annullabile. La legge in materia è cambiata molto ed ora non sempre è obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto

Ormai si sa, nell’ambito della compravendita o affitto di immobili le leggi cambiano spesso e un contratto che era valido l’anno prima potrebbe aver bisogno di essere modificato l’anno dopo. Oggi è obbligatorio allegare l’APE al contratto di affitto o no? Le normative in tema di certificazione energetica non si curavano molto dei contratti d’affitto fino al 2012, il 2013 ha invece portato con sè diverse novità. La locazione si è trovata d’improvviso a dover fare anch’essa i conti con la certificazione energetica, con esiti non sempre positivi.

 

Secondo alcuni questa maggiore burocratizzazione dei contratti di locazione ha appesantito un po le trattative che sono solite essere molto più rapide di quelle di compravendita immobiliare. Ecco che si è deciso di permettere una sorta di eccezione che alleggerisce l’obbligo di allegare l’APE per gli affitti.

Quando scatta obbligo dell’Ape?

Oggi l’APE non è in realtà obbligatorio per i contratti di locazione e affitto di singole unità immobiliari. Basterà inserire una clausola nel contratto in cui l’affittuario dichiara di aver ricevuto la documentazione relativa alla certificazione energetica dell’edificio.

Da notare poi che la sanzione di nullità sancita dalla Legge 90 del 3 agosto 2013 per i contratti senza l’APE (Attestato di prestazione energetica) allegato o privi di clausola di dichiarazione di consegna dell’APE oggi non sussiste più. Infatti dopo entrata in vigore del D.L. “Destinazione Italia”, non è più dichiarabile come nullo il contratto di affitto privo di clausola di dichiarazione di consegna dell’Attestato di Prestazione Energetica all’inquilino e delle informazioni sulla prestazione energetica dell’immobile.

Salta ovviamente anche l’obbligo di allegare l’APE al contratto di locazione in sede di registrazione all’Agenzia delle Entrate – Attenzione però, anche se il contratto di affitto non viene annullato, sia il locatore che il conduttore saranno soggetti al pagamento di una multa se manca della dichiarazione, o se l’Attestato di Prestazione Energetica non viene allegato. La multa può variare da mille a 4 mila euro. Se il contratto ha una durata di 3 anni la multa può essere ridotta a metà ma resta comunque una somma considerevole!.

L’obbligo di allegare l’Ape al contratto d’affitto è rimasto in vigore solo in caso di affitto di interi edifici, oltre che per il trasferimento di proprietà a titolo oneroso, cioè la compravendita.

registrazione all’Agenzia delle Entrate – Attenzione però, anche se il contratto di affitto non viene annullato, sia il locatore che il conduttore saranno soggetti al pagamento di una multa se manca della dichiarazione, o se l’Attestato di Prestazione Energetica non viene allegato. La multa può variare da mille a 4 mila euro. Se il contratto ha una durata di 3 anni la multa può essere ridotta a metà ma resta comunque una somma considerevole!.

L’obbligo di allegare l’Ape al contratto d’affitto è rimasto in vigore solo in caso di affitto di interi edifici, oltre che per il trasferimento di proprietà a titolo oneroso, cioè la compravendita.

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Una lampada da parete, o applique, per illuminare la casa

lampada da parete corniceOgni progetto di illuminazione, anche si tratti del posizionamento di solo una lampada da parete, richiede uno schema da seguire minuziosamente. Illuminare una stanza non è un’attività banale e molto spesso si può incorrere in errori, anche banali. Esistono designer che si occupano solo di progetti di illuminazione, studiano il posizionamento e l’intensità della luce prodotta, la stanza e i punti da illuminare in maniera più forte, con una luce diretta e meno forte, utilizzando la luce d’ambiente o diffusa. Insomma si tratta di capire prima come intervenire in un progetto di illuminazione. Ma se siete degli inguaribili del fai da te, se vi piace creare ed essere creativi, allora sicuramente con un minimo di pratica e alcuni approfondimenti riuscirete a illuminare perfettamente la vostra abitazione. Per prima cosa è necessario decidere il posizionamento principale dei mobili: dove andrà il tavolo da pranzo? La scrivania-studio? La poltrona? Deciso questo si può partire, alternando luce diretta in questi punti, ed indiretta nel resto della stanza. Approfondiamo quindi come una lampada da parete o anche appliques può aiutarci e di come posizione e tipologia possono essere determinanti nell’arredamento moderno. Il loro posizionamento varia in base all’arredamento e alla sua dislocazione dei mobili e dei complementi d’arredo a cui dare maggior risalto grazie alla luce. La luce prodotta da una lampada da parete è sicuramente più suggestiva rispetto alla luce dei lampadari da soffitto ed è per questo che generalmente le due si completano a vicenda donando alla stanza un tocco di personalità maggiore. Le  stanze che più adatte al posizionamento di questo tipo di punti luce sono il soggiorno e la camera da letto. In soggiorno si possono posizionare in prossimità del tavolo come luce aggiuntiva ad una lampada da sospensione, per creare un’atmosfera più vivace  e familiare, oppure nelle vicinanze del divano o delle poltrone creando così anche una zona lettura confortevole. Spostandoci nella camera da letto è utilissimo applicarle ai lati del letto matrimoniale. Queste luci tenderanno ad illuminare e ad arredare la stanza. Oppure se vogliamo osare un po’ di più possiamo decidere di utilizzare al posto  di due luci laterali, con un’unica luce formata da una barra a led.

appliques in gesso

appliques in gesso

Le soluzioni sono molteplici ed il mercato ormai ha una risposta per ogni nostra richiesta. Troviamo soluzioni adatte ad ogni tipo di arredamento, dal classico al moderno. I materiali sono lavorati in modo tale da ottimizzare al massimo la fonte di luce. E le forme possono essere a volte dei semplici segmenti, come la barra, ed altre volte la luce da parete può assomigliare ad un oggetto di antiquariato. [grazie barbara]

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L’importanza della qualità per le coperture industriali

coperture industrialiSono tante le società che necessitano di coperture industriali sia per la bonifica degli impianti sia per nuove costruzioni o adeguamenti e la scelta primaria è orientata verso prodotti e materiali di alta qualità.

I settori d’interesse non limitano gli interventi di installazione esclusivamente alle unità produttive ma ampliano il loro raggio d’azione a stabili di ogni tipo, ospedali, mercati coperti, impianti sportivi, complessi turistici, garage multipiano e immobili privati.

Indipendentemente dall’attività esercitata all’interno, ogni costruzione ha bisogno di una copertura industriale che ne protegga l’interno, preservando le merci contenute, i macchinari, le persone e ogni bene soggetto al deterioramento se lasciato all’esterno.

Il tetto è il guscio protettivo che ripara le mura, posizionato in alto è inevitabilmente esposto a raccogliere tutto ciò che cade dal cielo. Quando piove l’acqua si deposita sulla sua superficie, volatili e insetti depositano escrementi, il vento trasporta rami e fogliame, solo un’inclinazione ben calibrata consente lo scivolamento dei residui verso il basso, ma non sempre i costruttori adottano questa tecnica.

Le coperture industriali piane

Ci sono capannoni e depositi che presentano delle coperture industriali completamente piane, la scelta di questo tipo di costruzione può essere legata a molteplici fattori e non sempre si rivela la scelta migliore. I tetti piani sono quelli più soggetti ad andare incontro a un deterioramento precoce che può essere evitato solo scegliendo materiali altamente resistenti.

Indipendentemente dallo stile, qualunque stabile necessita di una manutenzione programmata e sempre, anche in assenza di evidenti segni di instabilità, si deve esaminare la copertura per scovare crepe, parti deformate, bulloni svitati, stato delle grondaie e strato superficiale.

Se durante l’ispezione si evidenziano ristagni è un chiaro segno che il tetto ha subito un danno, gli avvallamenti che convogliano acqua trattenendola sono pericolosissimi perché potrebbero dare origine ad infiltrazioni che nel corso del tempo arrivano ad insinuarsi nello strato più interno fino a fuoriuscire dal soffitto.

L’umidità, inoltre, permette la crescita di elementi organici come muschio e muffe che prolificando velocemente soffocano il manto e corrodono lo strato superficiale, è necessario rimuovere tutto sanificando con prodotti specifici la parte attaccata.

Come vanno costruite le coperture industriali

Le coperture industriali vanno costruite in maniera da sopportare gli agenti atmosferici di ogni tipo, la scelta dei pannelli, lo strato isolante e tutti gli elementi che le compongono devono essere complementari l’uno all’altro. Una ditta specializzata in coperture industriali si rende necessaria

I lavori di smantellamento e la posa in opera vanno dati in carico a società competenti dove la professionalità permetta di reperire tutte le informazioni necessarie ad acquistare avere prodotti di qualità e assistenza sollecita in caso di problemi.

Gli specialisti del settore offrono ai clienti consigli sulle opzioni che rispondano adeguatamente ad esigenze specifiche, consigliano la scelta dei pannelli, dei lastricati che riflettendo i raggi del sole trattengono il calore, ai materiali più indicati per località ventose e forniscono tutti gli elementi sia da abbellimento, sia di protezione per avere un rivestimento duraturo e resistente.

Per refrigerare gli ambienti si può scegliere un tipo di copertura con un’intercapedine speciale che convoglia uno strato di aria fredda per mantenere una temperatura gradevole anche quando il caldo afoso dell’estate rende difficoltoso il normale svolgimento delle mansioni lavorative.

Al contrario lo stesso metodo può essere utilizzato per riscaldare in maniera semplice con l’inversione della funzione climatica, un sistema innovativo per risparmiare sulle spese energetiche e per offrire un ambiente salubre, fresco e asciutto agli addetti al lavoro in ogni mese dell’anno.

Per approfondire la conoscenza di quanto il mercato offre una veloce ricerca in Internet offrirà spunti interessanti e per chi è alla ricerca di qualcosa di veramente innovativo nessuna esitazione a contattare le tante aziende italiane presenti in rete.

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Quali sono i vari tipi di cemento? portland, pozzolanico, d’altoforno, da presa rapida, bianco…

Il cemento prima dell'impasto

Il cemento prima dell’ impasto

Il cento è sempre uguale?

Portland, pozzolanico, d’altoforno, a presa rapida, bianco, il cemento è uno dei leganti più versatili esistenti in edilizia e probabilmente il più usato per le sue caratteristiche di resistenza meccanica ed al tempo. Basti pensare che quando si vogliono indicare abitazioni costruite in luoghi poco adatti per motivi idrogeologici o paesaggistici si parla di “cementificazione”.

Il cemento è quindi uno dei leganti maggiormente conosciuto ed usato in edilizia, il cemento armato e alla base dell’edilizia moderna, ma molto spesso si confondono i vari tipi di cemento esistenti in commercio e per questo abbiamo deciso di creare questa pagina per spiegare a chi si avvicina a questo modo, in modo semplice e speriamo non banale, quali sono i vari tipi di cemento.

Innanzi tutto la prima distinzione da fare è quella tra cementi naturali e cementi artificiali. I primi sono ottenuti da rocce di origine sedimentare (dette marne) costituite prevalentemente da argilla, calcaree e ossido di ferro. I cementi artificiali si ottengono invece dalla scelta di silcie, alluminia e ossido di ferro secondo quantitativi prestabiliti.

Le miscele di roccia naturali o artificiali vengono cotte ad alta temperatura producendo un prodotto che in gergo si chiama Clinker che successivamente viene macinato per ottenere granuli di diversa consistenza.  Relativamente ai cementi artificiali, molto spesso in commercio, si sottolinea che l’utilizzo all’interno di prodotti derivanti da lavorazioni industriali non ne garantisce a volte la stessa resistenza meccanica, oltre ad essere potenzialmente pericolosa. Per questo nella bioedilizia si richiede l’utilizzo di pietre naturali.

Il cemento portland

si tratta probabilmente del cemento in assoluto più conosciuto. Viene ottenuto dalla macinazione di clinker composti di silicati idraulici di calcio, con l’aggiunta di gesso e anidrite (solfato di calcio) che viene dosata secondo le quantità necessarie per regolare il processo di idratazione. E’ normalmente usato nella preparazione del calcestruzzo, ovvero la malta tipica per la realizzazione delle strutture portanti di case e palazzi. In questo caso il cemento viene unito a due inerti: la sabbia e la ghiaia.

Il cemento a presa rapida

Il cemento a presa rapida si utilizza nei casi in cui il processo di presa deve essere molto veloce, ovvero tutti i casi in cui non si ha per esempio la possibilità di allestire una struttura provvisoria di sostegno e si deve invece contare sul rapido indurimento del legante. Nella pratica l’accortezza principale a cui bisogna sempre attenersi è la rapidità di utilizzo, evitando di  evitare la formazione di grumi mescolando con cura il legante con l’acqua.

Il cemento pozzolanico

Questo tipo di cemento è ottenuto dalla miscela di clinker di pozzolana o altro materiale con lo stesso comportamento, che vengono uniti, per regolarizzare il processo di presa e idratazione, con gesso e anidrite carbonica. Da dove viene il termine “pozzolana”? Da Pozzuoli, località ricca di questo materiale utilizzato fin dall’antichità per produrre malte.

Il cemento di altoforno

E’ il cemento ottenuto da una miscela omogenea di clincker portland e loppa basica granulata d’altoforno, gesso e anidrite carbonica. La loppa d’altoforno è un sottoprodotto della lavorazione della ghisa che viene miscelato con gli altri materiali.

Il cemento composito

I cementi compositi sono delle miscele di clinker, loppa d’altoforno e pozzolana. In genere da questo tipo di miscele si ottengono delle malta e dei calcestruzzi adatti ad ambienti aggressivi, come nel caso di presenza di salsedine.

Secondo la EN/197-1 sono cinque i tipi di cemento in commercio:

  • Cem I Cemento Portland
  • Cem II Cemento Portland composito
  • Cem III Cemento d’altoforno
  • Cem IV Cemento pozzolanico
  • Cem V Cemento composito

Per approfondire: Università di Bergamo, I cementi comuni e la norma EN 197, Prof. Luigi Coppola. Insomma, siete pronti per costruire il vostro primo muro? 🙂

 

 

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