La bioedilizia: legno vs cemento, chi vince?

Casa in legnosocial housing, ovvero l’edilizia sociale, come si possono coniugare strutture in legno con le necessità dell’edilizia sociale (popolare)? In realtà il legno è da sempre riconosciuto come un ottimo isolate, un grande materiale per costruzioni in grado di creare strutture flessibili, un materiale che consente alti livelli di risparmio energetico, speditezza e certezza nei tempi, maggior resistenza al fuoco, miglior isolamento acustico, salubrità e antisismicità.

Già antisismicità, i giapponesi che con i terremoti sono ormai abituati a lottare, conosco l’utilizzo del legno contro i terremoto i la caratteristica di resistere a sollecitazioni impressionanti.

Ma allora come mai in Italia il 99,9% delle costruzioni sono in cemento armato? Nel mondo (nei paesi scandinavi per esempio, per non andare troppo lontano ed arrivare agli States) il legno è molto usato e case totalmente in legno non sono una novità. In Italia norme antiquate, probabilmente superate in questi giorni dal decreto Monti (modifica comma 2 dell’articolo 52 della legge n. 380 6 giugno 2001), impedivano la costruzione di abitazioni in legno di altezza superiori ai 4 piani.

Se poi si pensa alla salubrità che un edificio in legno può avere rispetto all’utilizzo di cemento armato e muratura il paragone non ha rivali. Siamo forse di fronte ad una nuova era nell’edilizia abitativa? Speriamo, basterebbe forse un po’ più di attenzione verso la bioedilizia, meno cemento armato (o meglio usarlo dove serve) e una maggiore attenzione alla salute dell’uomo.

Chi vincerà?