È obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto?

certificazione energetica

Dal 2014 un contratto d’affitto senza la dichiarazione dell’avvenuta consegna all inquilino dell’APE non è più annullabile. La legge in materia è cambiata molto ed ora non sempre è obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto

Ormai si sa, nell’ambito della compravendita o affitto di immobili le leggi cambiano spesso e un contratto che era valido l’anno prima potrebbe aver bisogno di essere modificato l’anno dopo. Oggi è obbligatorio allegare l’APE al contratto di affitto o no? Le normative in tema di certificazione energetica non si curavano molto dei contratti d’affitto fino al 2012, il 2013 ha invece portato con sè diverse novità. La locazione si è trovata d’improvviso a dover fare anch’essa i conti con la certificazione energetica, con esiti non sempre positivi.

Secondo alcuni questa maggiore burocratizzazione dei contratti di locazione ha appesantito un po le trattative che sono solite essere molto più rapide di quelle di compravendita immobiliare. Ecco che si è deciso di permettere una sorta di eccezione che alleggerisce l’obbligo di allegare l’APE per gli affitti.

Quando scatta obbligo dell’Ape?

Oggi l’APE non è in realtà obbligatorio per i contratti di locazione e affitto di singole unità immobiliari. Basterà inserire una clausola nel contratto in cui l’affittuario dichiara di aver ricevuto la documentazione relativa alla certificazione energetica dell’edificio.

Da notare poi che la sanzione di nullità sancita dalla Legge 90 del 3 agosto 2013 per i contratti senza l’APE (Attestato di prestazione energetica) allegato o privi di clausola di dichiarazione di consegna dell’APE oggi non sussiste più. Infatti dopo entrata in vigore del D.L. “Destinazione Italia”, non è più dichiarabile come nullo il contratto di affitto privo di clausola di dichiarazione di consegna dell’Attestato di Prestazione Energetica all’inquilino e delle informazioni sulla prestazione energetica dell’immobile.

Salta ovviamente anche l’obbligo di allegare l’APE al contratto di locazione in sede di

È obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto?

Dal 2014 un contratto d’affitto senza la dichiarazione dell’avvenuta consegna all inquilino dell’APE non è più annullabile. La legge in materia è cambiata molto ed ora non sempre è obbligatorio allegare l’Ape al contratto d’affitto

Ormai si sa, nell’ambito della compravendita o affitto di immobili le leggi cambiano spesso e un contratto che era valido l’anno prima potrebbe aver bisogno di essere modificato l’anno dopo. Oggi è obbligatorio allegare l’APE al contratto di affitto o no? Le normative in tema di certificazione energetica non si curavano molto dei contratti d’affitto fino al 2012, il 2013 ha invece portato con sè diverse novità. La locazione si è trovata d’improvviso a dover fare anch’essa i conti con la certificazione energetica, con esiti non sempre positivi.

 

Secondo alcuni questa maggiore burocratizzazione dei contratti di locazione ha appesantito un po le trattative che sono solite essere molto più rapide di quelle di compravendita immobiliare. Ecco che si è deciso di permettere una sorta di eccezione che alleggerisce l’obbligo di allegare l’APE per gli affitti.

Quando scatta obbligo dell’Ape?

Oggi l’APE non è in realtà obbligatorio per i contratti di locazione e affitto di singole unità immobiliari. Basterà inserire una clausola nel contratto in cui l’affittuario dichiara di aver ricevuto la documentazione relativa alla certificazione energetica dell’edificio.

Da notare poi che la sanzione di nullità sancita dalla Legge 90 del 3 agosto 2013 per i contratti senza l’APE (Attestato di prestazione energetica) allegato o privi di clausola di dichiarazione di consegna dell’APE oggi non sussiste più. Infatti dopo entrata in vigore del D.L. “Destinazione Italia”, non è più dichiarabile come nullo il contratto di affitto privo di clausola di dichiarazione di consegna dell’Attestato di Prestazione Energetica all’inquilino e delle informazioni sulla prestazione energetica dell’immobile.

Salta ovviamente anche l’obbligo di allegare l’APE al contratto di locazione in sede di registrazione all’Agenzia delle Entrate – Attenzione però, anche se il contratto di affitto non viene annullato, sia il locatore che il conduttore saranno soggetti al pagamento di una multa se manca della dichiarazione, o se l’Attestato di Prestazione Energetica non viene allegato. La multa può variare da mille a 4 mila euro. Se il contratto ha una durata di 3 anni la multa può essere ridotta a metà ma resta comunque una somma considerevole!.

L’obbligo di allegare l’Ape al contratto d’affitto è rimasto in vigore solo in caso di affitto di interi edifici, oltre che per il trasferimento di proprietà a titolo oneroso, cioè la compravendita.

registrazione all’Agenzia delle Entrate – Attenzione però, anche se il contratto di affitto non viene annullato, sia il locatore che il conduttore saranno soggetti al pagamento di una multa se manca della dichiarazione, o se l’Attestato di Prestazione Energetica non viene allegato. La multa può variare da mille a 4 mila euro. Se il contratto ha una durata di 3 anni la multa può essere ridotta a metà ma resta comunque una somma considerevole!.

L’obbligo di allegare l’Ape al contratto d’affitto è rimasto in vigore solo in caso di affitto di interi edifici, oltre che per il trasferimento di proprietà a titolo oneroso, cioè la compravendita.

La bioedilizia: legno vs cemento, chi vince?

Casa in legnosocial housing, ovvero l’edilizia sociale, come si possono coniugare strutture in legno con le necessità dell’edilizia sociale (popolare)? In realtà il legno è da sempre riconosciuto come un ottimo isolate, un grande materiale per costruzioni in grado di creare strutture flessibili, un materiale che consente alti livelli di risparmio energetico, speditezza e certezza nei tempi, maggior resistenza al fuoco, miglior isolamento acustico, salubrità e antisismicità.

Già antisismicità, i giapponesi che con i terremoti sono ormai abituati a lottare, conosco l’utilizzo del legno contro i terremoto i la caratteristica di resistere a sollecitazioni impressionanti.

Ma allora come mai in Italia il 99,9% delle costruzioni sono in cemento armato? Nel mondo (nei paesi scandinavi per esempio, per non andare troppo lontano ed arrivare agli States) il legno è molto usato e case totalmente in legno non sono una novità. In Italia norme antiquate, probabilmente superate in questi giorni dal decreto Monti (modifica comma 2 dell’articolo 52 della legge n. 380 6 giugno 2001), impedivano la costruzione di abitazioni in legno di altezza superiori ai 4 piani.

Se poi si pensa alla salubrità che un edificio in legno può avere rispetto all’utilizzo di cemento armato e muratura il paragone non ha rivali. Siamo forse di fronte ad una nuova era nell’edilizia abitativa? Speriamo, basterebbe forse un po’ più di attenzione verso la bioedilizia, meno cemento armato (o meglio usarlo dove serve) e una maggiore attenzione alla salute dell’uomo.

Chi vincerà?

Segnalazione Certificata di Inizio Attività, norme per la semplicficazione

norme settore eedilizia

La SCIA - segnalazione certificata inizio attività

Il Ministro della Semplificazione emana attraverso una nota alcune precisazioni sulla SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività, che in alcuni casi potrà sostituire la DIA (Denuncia Inizio Attività).

Sulla base della legge 122/2010 la nuova normativa permetterà di snellire in maniera consistente gli adempimenti e le procedure previste dalla dichiarazione di inizio attività, nel quadro del tentativo di abbattere la burocrazia anche nel settore edilizia.

La nota del ministero chiarisce inoltre che la Scia non potrà sostituire la Dia in tutti i casi, in particolare nei casi in cui gli interventi dovranno essere oggetto di permesso di costruire. Un rilievo importante è dato inoltre alle zone sottoposte a vincolo, in cui l’assenso dell’ente non potrà essere in nessun modo sostituito dalla Scia (nota questa che va a chiarire un automatismo che avrebbe potuto dare vita a danni irreparabili al territorio).

L’intento generale è comunque evidente: abbattere la burocrazia e rilanciare il settore edilizio da sempre considerato volano dell’economia nazionale. La maggiore flessibilità normativa è quindi il primo passo per rilanciare il settore troppo spesso vittima della burocrazia; è logica però la preoccupazione di quanti vedono la possibilità che la flessibilità possa tradursi in facilità di compiere abusi ed in questo senso la specifica sui vincoli raccoglie le preoccupazioni di molti.