soffitto decorato con stucchi in gesso, come a casa tua …

soffitto decorato

Soffitto decorato con stucchi in gesso

Un soffitto con delle cornici in gesso: il bello rimane bello, negli anni. Questa è una caratteristica del gesso: indistruttibile, tinteggiatile, traspirante.  Vuoi fare da te? allora è anche divertente, basta un po’ di collante a base stucco, e un po’ di idropittura a lavori ultimati.

Va bene, facciamo un po’ d’ordine. Se vuoi decorare la tua casa con delle cornici ci sono delle cose da evitare: la prima cosa da non fare è correre in un centro commerciale e ascoltare il commesso dire la fatidica frase “ma una cornice in polistirolo è uguale ad una cornice in gesso”. Molte volte si tratta solo di poca competenza: il polistirolo è sostanzialmente plastica, vogliamo appendere della plastica alle pareti perché tanto sembra uguale… alcuni lo fanno.

La seconda cosa da evitare è pensare che pensare che sia difficile. Liberiamo la creatività, divertiamoci. Minimalista, allora linee dritte e curve, classico, allora qualche decoro in più. Senza essere estremisti, cercando il proprio stile, perché la casa deve rappresentare chi la vive. Insomma dobbiamo sentirci a casa nostra e in questo un catalogo quasi infinito di possibilità decorative ci aiutano.

La terza cosa da evitare è pensare che costi molto. Le cornici in gesso hanno dei prezzi incredibilmente bassi. Molto più bassi delle varie cornici in polistirolo, poliuretano, poli… qualcosa. Con tre euro al metro possiamo trovare già delle splendide cornici decorative e divertirci nella decorazione.

Un consiglio: non è facile essere unici, ma è conveniente. Buona decorazione a tutti.

Ristrutturare la cucina: tutto quello che c’è da sapere

cucina componibileLa cucina è senza dubbio uno degli ambienti più importanti della casa: dev’essere funzionale perché è al suo interno che si cucina e ci si muove in modo frenetico, ma dev’essere anche bella da guardare e da vivere, perché una casa con una cucina fuori moda o trascurata perde senza dubbio del valore. Per questo motivo, se è vostra intenzione ristrutturarla per ottimizzarne lo spazio, o semplicemente perché volete cambiare colore o sostituire mobili o elettrodomestici, vi occorrerà necessariamente una guida. Vediamo insieme qualche trucco per ristrutturare la cucina.

Il primo passo è la programmazione

La prima cosa da fare è sedersi a tavolino, darsi un’occhiata a 360 gradi e capire bene cosa si vuole cambiare e cosa si vuole mantenere: potrebbe sembrare facile, ma non lo è per niente. Il consiglio, se desiderate spostare mobili ed elettrodomestici, o se volete magari creare un’isola al centro (se lo spazio ve lo permette) è munirvi di carta e matita e cominciare a disegnare uno schizzo del progetto. Quando avrete finito, potrete cominciare a preoccuparvi delle spese.

Definire un budget e rispettarlo

La seconda cosa che dovrete fare sarà stabilire un budget e cercare di rispettarlo il più possibile. Se siete degli amanti del fai da te potrete senza dubbio risparmiare acquistando mobili componibili ed evitando quelli fatti su misura, mentre se i cambiamenti che avete in mente sono più complessi, dovrete richiedere più preventivi di ristrutturazione e scegliere quello più conveniente. Dato che questa operazione può richiedere cifre importanti, il consiglio è di informarvi su Internet sulle offerte dei prestiti, visitando i portali che comparano le offerte dove potrete trovare informazioni sui prestiti senza garanzie, e richiedere gratuitamente il vostro preventivo.

Gli armadi e gli elettrodomestici a scomparsa

Quando progettate la cucina, pensate sempre che l’ottimizzazione degli spazi è una pratica fondamentale, soprattutto se avete poco spazio a disposizione: in questo senso, sarà obbligatorio che installiate armadi e ripiani possibilmente senza spigoli, così da evitare urti e incidenti, e che siano dotati di cassetti e sportelli a scomparsa, così da non privare la cucina di spazio quando aperti. Lo stesso dicasi per gli elettrodomestici, che dovrete collocare all’interno dei cassetti estraibili e vicini alle prese di corrente.

Lavello, paraspruzzi e pavimento

Per arredare una cucina con gusto, senza per questo spendere un patrimonio, potrete utilizzare alcune tecniche molto efficaci. Nello specifico: un lavello ampio ma non su misura, un paraspruzzi in finto marmo e un pavimento ricoperto con un linoleum alla moda ma decisamente meno costoso del parquet.

Gesso vs. Polistirolo, una scelta consapevole per le ristrutturazioni

Cornice illuminazione per luce diffusa

Stucchi in gesso vs. polistirolo: cornici illuminazione diffusa

Al telefono: ”buongiorno vendete stucchi in polistirolo?” risposta “No” dall’altra parte “Io a casa mia ho messo degli stucchi in polistirolo perché tanto sono uguali agli altri, una volta installati la differenza non si vede, magari sulle stuccature solo che non sono belle, comunque è uguale”.

Se volete decorare la vostra casa con degli stucchi decorativi , prima di farlo forse è meglio scoprire le differenze tra gesso e … polistirolo (plastica?).

Si plastica, perché in fondo il polistirolo, nelle sue varianti, appartiene a quella famiglia e mai un architetto del 600 italiano (credo anche avendolo a disposizione) si sarebbe sognato di utilizzare un prodotto in plastica per decorare un ambiente. Per carità, ognuno è libero di scegliere la propria strada, le scorciatoie ci sono sempre, ma vale la pena?

E’ questa la domanda che molto spesso ci facciamo. Vale la pena sostituire un prodotto ecocompatibile, ignifugo, salubre, traspirante, indistruttibile, ritinteggiabile e di grande qualità con un prodotto di … plastica (polistirolo)?

Decorare è un piacere, il piacere di chi alla fine di una ristrutturazione riesce a realizzare il design sognato in ambienti che probabilmente vivrà tutti i giorni. Per questo riteniamo essenziale che la qualità di un progetto sia garantita anche da prodotti di estrema qualità.

Proviamo ad immaginare: un prodotto ecocompatibile?

Il gesso grazie alle sue caratteristiche è un minerale largamente utilizzato nella bioedilizia anche per pannelli (cartongesso), intonaci, rasature. Il polistirolo e il poliuretano, no.

Un prodotto ignifugo?

Il gesso è un’ottima barriera al fuoco in quanto, se esposto, si disidrata senza bruciare. Il polistirolo, no.

Un prodotto traspirante?

La capacità di portare all’esterno le molecole di acqua permette al gesso di garantire la massima efficacia nella lotta alle muffe. Il polistirolo … no.

Un prodotto indistruttibile e di qualità?

Molte decorazioni di epoca romana sono ancora oggi intatte. Quindi se installi un prodotto in gesso puoi essere sicuro della suo durata. Il polistirolo, per esempio tende a diventare giallo e quindi no.

Un prodotto economico?

Diremmo il gesso. Ma fai pure un giro on line e confronta i prezzi, ti stupirai! 🙂

Lo Stucco Veneziano di Antonio Liso

Stucco Veneziano

Stucco Veneziano

La decorazione a stucco nasce al tempo della Repubblica di Venezia. La tecnica prevedeva la sovrapposizione di almeno sei strati di stucco ottenendo al termine, una parete liscia su cui poi posizionare cornici e decorazioni in gesso. La tecnica arrivata ai nostri giorni con il nome di “stucco veneziano” viene utilizzata ancora oggi grazie a maestri artigiani come Antonio Liso.

Lo stucco veneziano moderno che Antonio propone prevede tre passaggi di finitura per una lavorazione che dura circa 36 ore. Il prodotto utilizzato viene steso e carteggiato una volta asciutto; il procedimento viene ripetuto tre volte ottenendo una superficie liscia a specchio, grazie alla stesura di una cera, sintetica o naturale, che andrà lucidata manualmente con un panno.

Lo stucco veneziano moderno esalta il valore e la bellezza degli ambienti domestici perché permette di ottenere pareti lisce e brillanti, che riflettono e potenziano la luminosità propria degli ambienti. E’ adatto sia ad ambienti classici che moderni grazie alle infinite finiture che si possono realizzare: dal bianco opaco al grigio minimalista, con finiture rasate, lucide o a spatola. Appartamenti classici, ville private, studi professionali, negozi, edifici d’epoca, chiese, teatri, musei, ristoranti, hotel: il risultato artistico è garantito nel tempo. In questo caso i colori sono praticamente infiniti: basta scegliere con creatività e fantasia: dai colori pastello, alle tinte delle terre naturali e mediterranee, alle nuances del sole, del mare, passando le tonalità che rievocano le atmosfere urbane delle grandi metropoli. Basta scegliere.

E nella scelta ci permettiamo di consigliare un professionista della decorazione: Antonio Liso, Maestro Internazionale della decorazione.

Ristrutturazione della casa: quali sono le priorità?

 

RistrutturareQuando si decide di ristrutturare la propria abitazione è necessario procedere per gradi, in particolare se ci si trova a fare i conti con un budget limitato. In questo caso, è necessario individuare delle priorità, sapendo anche che i lavori di ristrutturazione più importanti, in genere, sono quelli che riguardano cucina, bagno e infissi; questa tipologia di lavori, infatti, sono soggetti a standard e regolamentazioni più strette da rispettare per poter ottenere il certificato di agibilità.

Il 28% degli, infatti, mette al primo posto il bagno fra gli ambienti che si intendono rinnovare, seguito dalla cucina al 24% e dalla sostituzione di porte e finestre al terzo (20%); le modifiche a queste ultime verrebbero effettuate soprattutto per migliorare l’efficienza a livello energetico dell’abitazione. Tetti e pavimenti, invece, vengono presi in considerazione da ben pochi: soltanto il 5%, infatti, ristrutturerebbe i primi e l’8% si occuperebbe dei secondi. Molta più attenzione verrebbe dedicata ad un nuovo impianto di riscaldamento, desiderato dal 31% dei nostri connazionali, seguito dal rifacimento degli interni (27%) e dalla facciata (24%).

I miglioramenti, analizzando le statistiche, non riguardano solamente la componente estetica, ma guardano anche alla funzionalità degli edifici e questa è una conseguenza diretta del fatto che nel Bel Paese più della metà degli immobili è stata costruita oltre quarant’anni fa. In fatto di immobili in vendita che necessitano di ristrutturazioni, al primo posto troviamo Napoli dove bisognerebbe intervenire su quasi il 20% degli immobili; al secondo posto Roma, dove gli edifici in vendita bisognosi di ristrutturazione sono il 15%, e in terza posizione Milano (13%). Fuori da questo podio troviamo Torino, con una percentuale dimezzata rispetto a Napoli (11,5%). In gran parte di questi immobili gli interventi da svolgere riguardano la riqualificazione energetica (fonte casa.it.

Bisogna poi tenere in considerazione il fatto che a volte i lavori di ristrutturazione sono indispensabili in termini di sicurezza e, pur non avendo a disposizione risorse economiche sufficienti, vanno effettuati ugualmente. In un caso come questo, è necessario fare attenzione a tutte le spese e valutare le soluzioni possibili. Si può decidere di effettuare le modifiche gradualmente per non affrontare una grossa spesa tutta insieme, e in casi estremi si può considerare la richiesta prestito per poter intervenire sulla casa in modo da non pregiudicare la sicurezza e l’incolumità di chi la abita. Il web offre la possibilità di richiedere un preventivo online per un prestito personale, così da poter valutare la spesa da effettuare per le ristrutturazioni di cui l’abitazione necessita.

Prima di procedere ad una ristrutturazione, ci sono varie analisi da fare: dopo aver stabilito il budget a disposizione e studiato per bene le opere da realizzare, è necessario individuare quali sono gli interventi che si possono detrarre attraverso i diversi bonus a disposizione (in particolare Bonus Mobili, Bonus Casa e EcoBonus). Allo stesso modo vanno valutati con attenzione possibili interventi in termini di risparmio energetico, che possono rivelarsi molto utili per alleggerire le bollette future. Una volta stabilita la tipologia di ristrutturazione, vanno definiti i percorsi a livello burocratico, come ad esempio le analisi statiche o le pratiche al Comune.

Quando si decide di procedere alla ristrutturazione, è inoltre importante affidarsi ad un tecnico abilitato; infine, prima di cominciare, bisogna occuparsi dell’aspetto amministrativo, ovvero comunicare gli interventi che verranno attuati all’ufficio tecnico del Comune nel quale è situata la casa, il quale provvederà ad effettuare le verifiche necessarie ed esprimerà il proprio parere circa la fattibilità o meno degli interventi che si intende realizzare. In alcuni casi saranno necessarie delle varianti al progetto iniziale per poter ottenere il nullaosta da parte del Comune.

Quali sono i vari tipi di cemento? portland, pozzolanico, d’altoforno, da presa rapida, bianco…

Il cemento prima dell'impasto

Il cemento prima dell’ impasto

Il cento è sempre uguale?

Portland, pozzolanico, d’altoforno, a presa rapida, bianco, il cemento è uno dei leganti più versatili esistenti in edilizia e probabilmente il più usato per le sue caratteristiche di resistenza meccanica ed al tempo. Basti pensare che quando si vogliono indicare abitazioni costruite in luoghi poco adatti per motivi idrogeologici o paesaggistici si parla di “cementificazione”.

Il cemento è quindi uno dei leganti maggiormente conosciuto ed usato in edilizia, il cemento armato e alla base dell’edilizia moderna, ma molto spesso si confondono i vari tipi di cemento esistenti in commercio e per questo abbiamo deciso di creare questa pagina per spiegare a chi si avvicina a questo modo, in modo semplice e speriamo non banale, quali sono i vari tipi di cemento.

Innanzi tutto la prima distinzione da fare è quella tra cementi naturali e cementi artificiali. I primi sono ottenuti da rocce di origine sedimentare (dette marne) costituite prevalentemente da argilla, calcaree e ossido di ferro. I cementi artificiali si ottengono invece dalla scelta di silcie, alluminia e ossido di ferro secondo quantitativi prestabiliti.

Le miscele di roccia naturali o artificiali vengono cotte ad alta temperatura producendo un prodotto che in gergo si chiama Clinker che successivamente viene macinato per ottenere granuli di diversa consistenza.  Relativamente ai cementi artificiali, molto spesso in commercio, si sottolinea che l’utilizzo all’interno di prodotti derivanti da lavorazioni industriali non ne garantisce a volte la stessa resistenza meccanica, oltre ad essere potenzialmente pericolosa. Per questo nella bioedilizia si richiede l’utilizzo di pietre naturali.

Il cemento portland

si tratta probabilmente del cemento in assoluto più conosciuto. Viene ottenuto dalla macinazione di clinker composti di silicati idraulici di calcio, con l’aggiunta di gesso e anidrite (solfato di calcio) che viene dosata secondo le quantità necessarie per regolare il processo di idratazione. E’ normalmente usato nella preparazione del calcestruzzo, ovvero la malta tipica per la realizzazione delle strutture portanti di case e palazzi. In questo caso il cemento viene unito a due inerti: la sabbia e la ghiaia.

Il cemento a presa rapida

Il cemento a presa rapida si utilizza nei casi in cui il processo di presa deve essere molto veloce, ovvero tutti i casi in cui non si ha per esempio la possibilità di allestire una struttura provvisoria di sostegno e si deve invece contare sul rapido indurimento del legante. Nella pratica l’accortezza principale a cui bisogna sempre attenersi è la rapidità di utilizzo, evitando di  evitare la formazione di grumi mescolando con cura il legante con l’acqua.

Il cemento pozzolanico

Questo tipo di cemento è ottenuto dalla miscela di clinker di pozzolana o altro materiale con lo stesso comportamento, che vengono uniti, per regolarizzare il processo di presa e idratazione, con gesso e anidrite carbonica. Da dove viene il termine “pozzolana”? Da Pozzuoli, località ricca di questo materiale utilizzato fin dall’antichità per produrre malte.

Il cemento di altoforno

E’ il cemento ottenuto da una miscela omogenea di clincker portland e loppa basica granulata d’altoforno, gesso e anidrite carbonica. La loppa d’altoforno è un sottoprodotto della lavorazione della ghisa che viene miscelato con gli altri materiali.

Il cemento composito

I cementi compositi sono delle miscele di clinker, loppa d’altoforno e pozzolana. In genere da questo tipo di miscele si ottengono delle malta e dei calcestruzzi adatti ad ambienti aggressivi, come nel caso di presenza di salsedine.

Secondo la EN/197-1 sono cinque i tipi di cemento in commercio:

  • Cem I Cemento Portland
  • Cem II Cemento Portland composito
  • Cem III Cemento d’altoforno
  • Cem IV Cemento pozzolanico
  • Cem V Cemento composito

Per approfondire: Università di Bergamo, I cementi comuni e la norma EN 197, Prof. Luigi Coppola. Insomma, siete pronti per costruire il vostro primo muro? 🙂

 

 

La malta: che cosa è ?… alcuni consigli utili

La malta, come realizzarla, per capire le basi della muratura

La malta: che cosa è? l’impasto tra un legante e dell’acqua con o meno la presenza di un inerte viene comunemente chiamato malta. Per intenderci: la malta è l’impasto che il muratore utilizza nelle murature, normalmente prende il nome del legante utilizzato. Quindi, quando parliamo di calce possiamo intendere il legante o la malta di calce ottenuta aggiungendo dell’acqua. Avremo quindi la malta di calce, la malta di cemento, la malta di gesso, etc.

Il processo di indurimento della malta viene comunemente chiamato “presa”. Questo processo, nella costruzione di una muratura per esempio, garantisce che la malta indurendosi si adatti ai mattoni, aderendovi tenacemente e creando alla fine del processo un blocco unico con i materiali costituenti la muratura.

Le malte possono essere aeree, il cui processo di presa si compie in presenza di aria, ma anche idrauliche, sono le malte che fanno presa anche sott’acqua.

In una malta è fondamentale la percentuale di acqua e legante perché ne determina la robustezza finale. Le malte quindi possono essere grasse o povere, in ragione della presenza del legante. La malta può essere anche bastarda (ma non è uno scherzo!): la malta bastarda è la malta ottenuta da due leganti miscelati tra loro.

Infine gli inerti: potremmo aprire una lunghissima parentesi sugli inerti. Il più comune la sabbia e ne esistono di infiniti tipi. Per cominciare un’avvertenza: mai quella di mare, contiene sali che intaccano la qualità della malta e della muratura. La migliore? la sabbia di fiume ma in commercio ne esistono di moltissimi tipi e granulometrie, da scegliere in base all’utilizzo finale della malta. Quindi se dovete realizzare un intonaco vi serve della sabbia fine, se dovete realizzare una muratura una sabbia media, ed infine sabbia grossa per rustici e murature grezze.

Logicamente la grandezza dell’inerme influisce anche sulla resistenza della malta, e quindi una malta con sabbia fine avrà una resistenza molto più bassa rispetto ad un inerme con sabbia grande. Ecco perché nel calcestruzzo viene utilizzata la … ghiaia! Facile no?

Se l’inerte della malta è importante… figuriamoci per l’acqua. Sembra sempre una cosa stupida ma l’acqua è un elemento essenziale in una malta e va considerata alla pari con gli altri componenti. L’acqua più adatta ha innanzitutto una temperatura tra i 12 e i 20 gradi (il calore favorisce il processo di presa). Utilizzare acqua corrente, mai quella depositata da giorni in un contenitore. Infine ricordate: maggiore è la presenza di acqua nella malta e minore è la resistenza finale del prodotto!

Insomma come al solito non c’è una soluzione unica, le prime volte sarà più difficile ma poi, con un po’ di pratica, tutto viene naturale. Inauguriamo quindi questa piccola rubrica di pillole informative su ristrutturando punto com con la certezza che questo tipo di conoscenze siano importanti per chi si vuole affacciare al mondo dell’hobbistica. Anche se nessuno di noi costruirà una casa intera a volte bastano poche nozioni per eseguire piccoli lavori in muratura, buon divertimento e raccontateci le vostre esperienze nei commenti!

 

 

Ristrutturazione del bagno: tutto quello che devi sapere per rivoluzionarlo.

Bagno ristrutturato, idee e consigli

Bagno ristrutturato, idee e consigli

In una casa, ogni stanza è importante, ma il bagno probabilmente rappresenta la più rilevante. Potrebbero, infatti, esserci dei giorni in cui non si entra nella sala o in altri luoghi dell’appartamento, ma sarà alquanto improbabile che non si usi il bagno almeno una volta nella giornata.

Un bagno spoglio non è qualcosa che si desidera vedere come prima cosa all’inizio di una giornata, quest’ambiente dovrebbe essere all’altezza di accoglierci e prepararci a un’agenda piena di attività, oppure ospitarci la sera, pronto a restituirci le energie perse.

Accorgimenti prima dell’arredo bagno

Se il tuo bagno non ti soddisfa pienamente, puoi prendere in considerazione l’idea di ristrutturarlo, cominciando a renderlo più luminoso, questa non è un’operazione complicata, basta spalancare le finestre e dipingere tutto con colori chiari, aggiungere degli specchi che riflettono la luce e lo rendono più spazioso e luminoso.

Quasi ogni bagno consente, l’aggiunta di soprammobili come orologi, candele e immagini che lo rendono più allegro e accogliente ed eliminano un’aria da ospedale.

Un grande cesto può tornarvi utile per raccogliere tutti gli oggetti importanti come shampoo, creme e trucchi che solitamente girano sparsi qua e là creando disordine.

Parte della ristrutturazione, dovrebbe essere anche l’eliminazione di oggetti di cui non vi state servendo da qualche tempo, che sono in realtà superflui o prodotti scaduti che non userete mai.

Tenete quindi l’indispensabile e arricchite eventualmente le vostre scorte con prodotti nuovi.

Cominciare a pensare ad oggetti e prodotti per arredo bagno

Gli armadi sono preferibili agli scaffali perché una volta chiusi rendono tutto più organizzato e che donano un’immagine più spaziosa.

Un porta asciugamani che si scalda, vi porgerà il vostro accappatoio caldo appena uscite dalla doccia e vari distributori di sapone e shampoo, renderanno più elegante i vostri angoli.

Non esagerate però con i ritocchi, un bagno serve per essere usato, senza per questo giustificare ore sotto una doccia con bollette salatissime alla fine del mese, lo scopo di sistemare il vostro piccolo paradiso è di usarlo e trovarlo piacevole costatare le comodità e uscire da esso più leggeri.

Potrebbe sembrare banale, ma l’estetica di vostro gradimento migliora la vostra salute è il vostro benessere.

Farsi un’idea “girando per la rete”

Per avere nuove idee su come ristrutturare il bagno e migliorare le sue prestazioni, bisogna girare in rete e scoprire le ultime novità, anche osservare quali scelte, i vostri conoscenti hanno adottato, potrebbe aggiungere prospettive al vostro progetto.

Sono numerose le soluzioni visualizzabili dai siti web dei negozi di arredo bagno, arredare la stanza da bagno ad esempio, sono visualizzabili semplicemente digitando “arredo bagno a Torino” nel motore di ricerca, stesso discorso ovviamente anche per Milano, Napoli o qualsiasi altra città che presenti una buona offerta di rivenditori per l’arredo bagno che si sono attrezzati adeguatamente per quanto riguarda il web e l’esposizione online dei loro prodotti. Una volta visualizzate le soluzioni per l’arredamento bagno online, ci si potrà recare al negozio per guardare e toccare con mano i prodotti.

I bagni però, non sono tutti uguali in termini di dimensioni e disposizione, un progetto potrebbe andare bene per uno ma non per un altro.

Per aiutarvi in questa delicata fase, ecco per voi alcuni consigli.

Ristrutturazione e ammodernamento parziale del bagno

Cominciamo con la bella notizia che è per rimodernare il bagno, potete occuparvi anche solo di una sua parte e non necessariamente di tutto l’insieme, questo è vantaggioso quando il budget è piuttosto limitato.

In definitiva, se la vostra lavatrice funziona ancora bene, non c’è ragione per cui dobbiate sostituirla.

Se la manualità è un vostro dono, potete risparmiare molto denaro nella sostituzione del vostro W/C o rubinetto, ma assumete un professionista se non avete esperienza nel campo in modo da non sprecare energie e danneggiare oggetti nuovi commettendo degli errori.

Un lavoro fatto bene, renderà molto ospitale per poi questo luogo e aggiungerà valore alla vostra casa se futuro deciderete di venderla.
Occupandovi a scaglioni delle ristrutturazioni, potreste iniziare a sostituire i vari armadietti e man mano occuparvi del resto, anche aspettare un po’ di più per possedere un budget più ricco non è una cattiva idea a quel punto, si può ribaltare completamente quell’area della casa.

È piuttosto importante ricordare che un bagno non è fatto solo di oggetti strettamente relativi a esso, la maniglia della porta, la porta stessa, la finestra in esso contenuta, sono parte integranti che non devono essere trascurate.

Quando rimettete a nuovo questa stanza, riverniciate la porta e cambiate le maniglie, occupatevi della finestra sostituendola se è necessario con un modello moderno e gradevole alla vista.

In qualsiasi caso, fare acquisti in modo sensato vi permetterà di non spendere una fortuna e ritrovarvi con un risultato finale superiore alle vostre attese.

Contrariamente all’idea comune, la ristrutturazione del bagno non è una cosa costosa, basta fare i corretti passi per rendere questo spazio molto più comodo in maniera economica.

Cerca negozi in cui offrono arredi bagno scontati in modo rilevante, Internet e pieno di siti di ristrutturazioni dei bagni con prezzi accessibili e occasioni da non farsi scappare. Puoi anche trovare tutti gli indirizzi di negozi della tua città in cui recarti fisicamente per vedere scegliere quello che ti serve.

Parte della spesa, potrebbe includere il consulto con un professionista abile che vi aiuterà con idee speciali e creatività esclusiva tenendo conto del vostro budget disponibile.

A te certamente resta la parte migliore, quando tutto è sistemato e si è giunti alla fase finale, puoi esprimere il tuo tocco personale per rifinire e abbellire ogni cosa attraverso la tua immaginazione, per creare tuo tranquillo rifugio.

Coperture e tetti in doppia aggraffatura, in che cosa consistono?

Tetto aggraffatura doppiaLe coperture in doppia aggraffatura sono un tipo di soluzione ideale per il rivestimento dei tetti, perché permette una buona riuscita a costi contenuti.

La loro versatilità, permette di adeguarle alla forma del tetto grazie all’alluminio ottimizzato e reso molto leggero consentendo di essere facilmente aggraffabile.Questa scelta, offre un’elevata impermeabilità alla pioggia e alle intemperie creando al contempo un aspetto elegante nel complesso.

Le giunzioni, sono chiuse sia tramite l’uso di macchine elettriche, ma anche manualmente, l’importante è che il lavoro sia eseguito da un operaio qualificato per evitare di schiacciare la struttura e rovinare le sue prestazioni.

Questo sistema, non è per niente nuovo, sembra che sia nato sulle alte vette montane per salvaguardare le strutture dalle violente precipitazioni, esistono anche capanne nei boschi e tetti di oltre sessant’anni fa, costruiti con questo sistema, mantenuto efficiente, con ritocchi adeguati per eliminare la ruggine.

Questo inconveniente oggi è stato eliminato usando materiali dove la ruggine non attacca, consentendogli un’estesa durata senza necessità di manutenzione.

Il nome stesso, spiega che i fogli sono aggraffati per due volte, garantendo un’ottima tenuta all’acqua senza usare guarnizioni mastici o silicone per unirle fra loro, sistemi meno durevoli e poco estetici. Inoltre, non richiedendo chiodi per essere fissata, sono eliminati anche i vari fori, brutti da vedere.

I fogli di lamiera scelti specificamente per quel determinato tetto, sono chiusi su se stessi per due volte fra loro garantendo una copertura assoluta di lunga durata.

Siccome i metalli tendono a dilatarsi, la progettazione di queste coperture tiene conto di questo inconveniente integrando sistemi che consentono la dilatazione termica, che elimina la possibilità di rottura a causa di ciò.

Cosa consente il sistema a doppia aggraffatura

Il sistema a doppia aggraffatura inoltre, consente di rivestire parti sporgenti come per esempio il camino su un tetto che devia l’acqua piovana anziché lasciarla scorrere, per quest’uso particolare, è adottata una soluzione che le conforma esattamente eliminando in questo modo, ogni possibile infiltrazione senza alcuna saldatura o collante, lasciando che sia il materiale stesso a svolgere il compito in modo egregio e attraverso il tempo senza usura a causa delle condizioni meteorologiche, garantendo una tenuta all’acqua del 100%.

Il ghiaccio, è un’altra insidia e nemico del tetto, blocca la grondaia e lo scorrimento dell’acqua piovana, la doppia aggraffatura si ripiega su stessa nella grondaia eliminando quasi completamente questo svantaggio.

Ottima soluzione anche per la neve, dei paraneve montati con una doppia aggraffatura, non provoca attrito e la lascia scivolare giù tutta insieme.

I materiali per la doppia aggraffatura

La scelta dei materiali influisce sulla spesa, l’acciaio inox è buono, ma se si vuole una durata veramente elevata, bisognerebbe scegliere lo Zinco, il Titanio o il Rame che offrono composizioni chimiche differenti dal metallo.

Quando si decide di usare l’alluminio, bisogna assicurarsi di sceglierlo con un alto grado di malleabilità in modo che non sia danneggiato durante l’installazione.

La doppia aggraffatura, ha un costo più elevato di un sistema a tegole tradizionale, ma elimina i costi perché non richiede manutenzione alcuna e dura decine di anni, probabilmente una volta installato il tutto, non dovrete più pensarci per tutta la vita.

Pavimenti esterni: differenza tra porfido e granito

pavimenti in porfido

Pavimentazione in porfido

Forse vi siete chiesti che differenza c’è  tra questi due materiali resistentissimi e belli entrambi da vedere e forse vi siete chiesti quale sia il più adatto all’uso che dovete farne. Qui di seguito troverete le differenze essenziali.

Il granito e una roccia che si genera dalla cristallizzazione e raffreddamento del magma fuso. Praticamente quando il magma può arrivare in superficie e subire un brusco cambiamento di temperatura oppure solidificarsi lentamente sotto la superficie terrestre permettendo la graduale formazione di cristalli che possono essere riportati in superficie per mezzo di fenomeni atmosferici che consumano la copertura oppure a causa di movimenti della crosta terrestre. Questo secondo caso è quello che forma il granito in cui cristalli appaiono di colorazione bianca o grigiastra.

Il porfido invece è sempre una pietra vulcanica e allo stesso modo, del granito, è il materiale ideale nella costruzione di superfici dure.

La pietra porfido nasce dal raffreddamento di strati in superficie orizzontali e verticali di lava vulcanica che gli attribuisce caratteristiche molto dure, ideali nella pavimentazione o altri usi nell’ambito dell’edilizia.

Questo materiale è stato usato da moltissimo tempo, le strade dell’antico impero romano sono costruite in porfido testimoniando l’eccellente durata di questa pietra.

I pavimenti in pietra, infatti, sia per uso interno o esterno privato o pubblico, sono molto popolari e convenienti perché oltre a conferire un aspetto caldo e piacevole all’ambiente, non è per niente un materiale delicato, pertanto non richiede praticamente manutenzione ed offre una superficie antiscivolo che non si rovina quando del petrolio o altro cade su di essa.

Forse non esiste altro materiale così bello e durevole. La sua applicazione si estende alla costruzione di pareti o passaggi pedonali, passi carrai i o party caratteristiche per il vostro giardino.